SIMON ANTELMI  

 

 

I tuoi dati, nome, cognome, etc etc.

 nato a Genova il 13 agosto 1977, risiedo a Genova dove lavoro 

Formazione scolastica e professione.

Sono modellista per professione (con regolare P. iva) ma sono anche Ufficiale di stato civile per un piccolo comune in provincia di Alessandria, dove regolarmente sposo con rito civile le coppie che intendono unirsi in matrimonio.

Mi sono diplomato al liceo artistico e successivamente laureato all'Accademia di belle arti di Genova nel 1999 con 110L. ho lavorato in passato come applicatore tecnico di colori per l'edilizia, decoratore e restauratore per alcuni anni.

Quando e da dove nasce la tua passione modellistica.

Sono figlio d'arte, vedevo mio padre lavorare sui modelli anche di notte, negli anni novanta la richiesta di automodelli montati per il mercato giapponese era asfissiante e lui cercava di accontentare il maggor numero di collezionisti, nonostante questo non ho mai amato l'automodellismo, con un'eccezione per le auto da rally in 1/24 dato che ho fatto il navigatore per qualche anno. Sarei comunque diventato un modellista anche senza l'influsso di mio padre, le box art della Matchbox e dell'Italeri mi hanno sempre stimolato tantissimo.

Da dove nasce la decisione di iniziare un lavoro modellistico nuovo.

Purtroppo facendo del modellismo un lavoro, non scelgo quasi mai il soggetto da mettere in cantiere, lavorare alla luce del sole nei confronti dello stato siglifica avere una montagna di spese, quindi quando qualcuno ti affida un modello da montare non puoi permetterti il lusso di rifutare solo perchè non ti stimola o non ti comunica nulla. Può essere qualsiasi cosa: figurino in diverse taglie, auto, moto, imbarcazione, aereo o mezzo militare, sopravvivere in questo mondo da professionista significa saper fare bene qualsiasi modello, con le tecniche più disparate, passando dal mezzo corroso dalla ruggine, per approdare alla carrozzeria di una F1 nella quale ti ci devi realmente specchiare.

E' chiaro che appena ho la possibilità di creare un lavoro che sia mio e che non abbia padroni ci metto quell'ingrediente invisibile che gli da inevitabilmente una marcia in più, in questo caso il progetto nasce nella mia mente, spesso non devo nemmeno fare dei bozzetti perchè le distanze, i soggetti, le ambientazioni sono già decise e quindi passo direttamente all'atto pratico

L’eventuale esperienza del club.

Quando non ero ancora professionista feci parte di un club, fu un'esperienza altalenante, ero ancora giovane e molto meno serafico di oggi, insomma una testa calda, per non dire altro, il mio carattere mi fece presto mettere in contrasto con alcuni "veterani" del club e capii che levare le ancore era la scelta più oculata. Passando poi da semplice appassionato a professionista e  lavorando in casa in una vita quasi monacale trovai equilibrio e non mi interessai più alla vita di club.

I tuoi primi concorsi, la tua prima medaglia.

Ricordo con grande gioia la mia prima coppetta, era il 1994 con un concorso nella mia città al centro civico Buranello, un bronzo con una taverna ricca di avventori in scala 1/56, la scala dei wargame, ricordo che ammiravo sui tavoli i figurini dei grandi modellisti, ero spronato a migliorare sempre.Ironia della sorte la coppa era offerta da Astromodel, realtà con cui collaboro tutt'oggi per mezzo di Lifecolor, un segno del destino, insomma..

 Poi nel corso del tempo ho partecipato a molte manifestazioni, in Italia e all'estero, le maggiori soddisfazioni sono emerse ai mondiali di Montreux e Stresa, anche se  oggi, da modellista più maturo le maggiori soddisfazioni mi derivano dall'incontro con i modellisti presso le fiere dove spesso sono "noleggiato" come dimostratore tecnico ed applicatore. Lavorare a contatto col pubblico mi da soddisfazione anche se richiede pazienza e cordialità in dosi smisurate..

Come è cambiato il modellismo negli anni e dove credi possa andare.

Per rispondere a questa domanda bisognerebbe prima di tutto esonerarsi da se stessi e entrare nel merito della questione ad ampio raggio, ci sono rami del modellismo che sono stabili per vendita, numero di appassionati e attenzione delle aziende, altri che invece subiscono una flessione nei termini espressi sopra, una cosa è certa: i rami dove c'è stato un rinnovamento delle tecniche di montaggio e di finitura colore sono riusciti a dare una certa continuità e a sviluppare interessi maggiori nel cuore degli appassionati.

Dove questo non è stato, è scesa una lenta ombra che ha rallentato l'interesse e la partecipazione, un esempio su tutti il raffronto tra il modellismo militare nelle sue varie forme e quello civile, negli anni ottanta e novanta molti erano i modellisti che lavoravano nel "civile", ma il "militare" ha saputo evolversi dalla maniacale ricerca del RAL passando al dry brush per approdare alle centinaia di tecniche del weathering che noi conosciamo bene, il civile è rimasto al montaggio pulito e alla verniciatura a specchio dimenticando che questi dogmi si potrebbero adattare alle moderne tecniche di weathering senza che vengano declassate a semplice imbrattamento di un modello, del resto, anche le auto si sporcano, arrugginiscono, picchiano nelle competizioni..ma tant'è.

Ora viviamo però il problema contrario, la saturazione imposta dal weathering, i social che ci bombardano di prodotti spesso superflui o addirittura inutili, e questo non giova perchè crea confusione e inesperienza nell'uso dei vari prodotti, questo stato di cose dovrà necessariamente evolversi, un pò come hanno fatto le ditte orientali che producono kits, mentre nel vecchio continente siamo desolatamente al palo, eccezion fatta per il ridente "caso Ucraino e Polacco"

Difficile dire dovre andremo a parare, soprattutto in un mondo social fatto di effimero, in un contesto come il nostro che spesso viene vissuto a livello di marketing solo come una nicchia del giocattolo.

Come in Spagna o in Belgio ci sono scuole modellistiche, perché in Italia no?

La questione va analizzata tenedo conto che sono due paesi con realtà diverse, innazitutto la Spagna non ha una scuola, la Spagna racchiude in se i maggiori produttori di colori e di prodotti per modellismo, questi produttori si stanno evolvendo e vendono anche kit attraverso i propri siti diventando passo dopo passo anche distributori, quindi la "scuola spagnola" si concretizza in una sorta di corporativismo dove i modellisti vengono lusingati e assorbiti in una guerra commerciale come non se n'è mai vista prima..I concorsi, le riviste, le pagine social, tutto è riconducibile a questo o quel marchio, il problema è che questa metodologia si è estesa a tutto il mondo e l'Italia non ne è certo esente.

Il Belgio è un paese relativamente piccolo, conta undici milioni di abitanti, le politiche di diffusione del nostro hobby sono diverse rispetto a noi, nelle manifestazioni trovi più modelli nei tavoli delle varie associazioni che al concorso vero e proprio (e così in Germania), da noi c'è una sorta di medio evo permanente fatto di micro realtà spesso in astio con altre per questioni futili fatte di medaglie non vinte, usurpate, rubate, di partecipazioni negate, di parole scritte su forum e social fraintese o piene di risentimento o invidia, il problema è uno solo, qui da noi abbiamo il meglio, la crema, il top in tutti i rami del modellismo, e si è visto spesso ai concorsi esteri o ai mondiali, il fatto è che come accade per i grandi numeri o nelle grandi situazioni internazionali non sappiamo venderci bene e ci facciamo bagnare il naso da chi ha poco ma lo propone benissimo.

Un collega/maestro in particolare a cui devi molto.

Sicuramente le persone che mi hanno mostrato la via sono due, naturalmente mio padre, perchè comunque la sua esperienza maturata negli automodelli mi ha dato il modo di formarmi anche in un settore che non ritengo mio, l'altra è Benedetto Iezzi, recentemente scomparso, uomo di grande spessore umano e modellista inarrivabile, che amava dialogare con pacatezza e che arracchiva il mio bagaglio modellistico ogni volta che discutevamo di qualcosa che avesse a che fare col nostro mondo, mi manca tantissimo.

La domanda che ti piacerebbe ti facessero.

non saprei, di certo non chiedetemi per l'ennesima volta la percentuale di diluizione dei Lifecolor ;-)


 

Scopri alcuni dei miei modelli