ANDREA PATERNIERI  

 

I tuoi dati, nome, cognome, etc etc.

Andrea Paternieri, nato a Casalmaggiore il 02/02/1976, residente a Casalmaggiore (CR), sposato, 1 figlia di 8 anni

Formazione scolastica e professione.

Perito elettronico, ingegnere meccanico. Professione: ingegnere meccanico

Quando e da dove nasce la tua passione modellistica.

Nasce all'età di 9 anni, vedendo i modellini del vicino di casa poco più grande di me.

Da dove nasce la decisione di iniziare un lavoro modellistico nuovo.

Nasce dal turbine di idee; ho sempre aerei che ronzano per la testa, tutti belli, e che "prima o poi farò", quindi in ordine sparso, li tiro fuori dalla testa e li inizio.

L’eventuale esperienza del club.

E' molto importante, ma occorre evitare che il club diventi solo gruppo di collezionisti e appassionati. Il club deve essere operativo. Non è vero che non si ha mai tempo, basta gestirsi per avere una mezz'oretta al giorno…. o due ore alla settimana, le abbiamo tutti, anche i più impegnati, è solo questione di organizzazione dei propri tempi.

I tuoi primi concorsi, la tua prima medaglia.

La mia prima uscita in pubblico fu a Cremona con un Tornado ADV Airfix modificato ispirando ad un tornado ESCI di Bortolotto. Avevo 13 anni e fui riconosciuto per un lavoro così complesso a quella età.

Come è cambiato il modellismo negli anni e dove credi possa andare.

 Dall'esasperazione alla perfetta costruzione non troppo attenta alla pittura, a d'oggi dove siamo alla pittura di fantasia su modelli montati male o senza ricerca. In passato era obbligo mettere in discussione i kit perché la qualità non era eccelsa, ma oggi anche nei kit più d'avanguardia restano inspiegabili errori da correggere. Inoltre, l'influenza commerciale dei produttori di colori che esasperano l'invecchiamento per fare mercato mentre il WEB ci subissa di modelli accattivanti ogni giorno mettendo ansia al modellista. Penso che occorra trarre ciò che di buono c'è nella nuova visione del colore tanto trascurato anni fa, ma ritornando allo studio critico dei mezzi come avveniva decenni addietro.

Come in Spagna o in Belgio ci sono scuole modellistiche, perché in Italia no?

In realtà una scuola c'è ma non è ufficializzata. E' la scuola dello studio critico dei kit, forse un poco ossessivo, e delle colorazioni e invecchiamenti equilibrati. Da buoni italiani individualisti ed invidiosi quali siamo, non ci metteremo mai assieme se non al di fuori dei 90 minuti di una partita della nazionale. Ne sono l'evidenza le assurde discussioni sul web tra luminari e talvolta saccenti che sinceramente fanno davvero piangere. Per questo motivo non esiste la possibilità di avere chi prendere le redini di tanto talento in un paese di artisti per valorizzarlo. E' la storia che si ripete, servono secoli per cambiare le culture.

Un collega/maestro in particolare a cui devi molto.

Devo davvero tanto a Giuseppe Caira nei miei primi passi, e poi molto a Renzo Bortolotto dai miei primi passi ad oggi, e Cesare Pigliapoco, tutti amici sinceri piuttosto che meri modellisti..

La domanda che ti piacerebbe ti facessero.

 MOSTRE-LABORATORIO non più MOSTRE-CONCORSO!!!!


 

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