LORENZO BORGESA  

 

I tuoi dati, nome, cognome, etc etc.

 

Formazione scolastica e professione.

Mi sono diplomato Perito Tecnico in Costruzioni Aeronautiche presso l’istituto Carlo Grassi di Torino, dopodichè nel 1990 sono entrato in Accademia Aeronautica con il corso Marte IV. Ho conseguito il Brevetto di Pilota Militare sul velivolo T-38 negli USA, nella base di Reese in Texas. In seguito ho frequentato il corso sul Tornado a Cottesmore, in Inghilterra, poi sono stato assegnato al 155° Gruppo Pantere Nere. Nel 2003 sono stato assegnato al 102° Gruppo come istruttore di volo sul Tornado.

Quando e da dove nasce la tua passione modellistica.

La mia passione modellistica nasce molto presto, intorno ai sette/otto anni, grazie ad uno zio che costruiva modelli di navi in legno e due cugini più grandi di me che costruivano i modelli Airfix. Entrare nella loro cameretta piena di modelli di aerei era come entrare nel paese dei balocchi e questo mi ha fatto venire la voglia di provare a costruire i primi modelli. Ricordo che all’epoca una marca di formaggini regalava dei kit in 1/72 e questi sono stati i miei primi modelli costruiti.

Da dove nasce la decisione di iniziare un lavoro modellistico nuovo.

Non seguo nessuna logica precisa...dipende da cosa mi “stuzzica” in quel momento, a prescindere dal periodo storico, scala ecc..

L’eventuale esperienza del club.

 Ho fatto parte e continuo ad essere socio di un solo club, il Drive&Fly di Modena, conosciuto quando lavoravo a Piacenza. Devo dire che far parte di questo club è stato quello che più mi ha permesso di migliorare nel modellismo, grazie ai consigli e suggerimenti dei tanti bravi modellisti che ne fanno parte. Quindi, per me, l’esperienza del club è assolutamente positiva e fondamentale per migliorare. Ovviamente ci vuole anche una buona dose di fortuna che permetta al modellista di trovare un club dove si trovi bene, l’atmosfera è serena e, soprattutto, dove si intende il modellismo per quello che è, ovvero nient’altro che la continuazione in chiave adulta dei giochi che facevamo da bambini….

I tuoi primi concorsi, la tua prima medaglia.

Il primo concorso a cui ho partecipato si è svolto a Piacenza; non ricordo l’anno, ma eravamo nel 1996 o ‘97. Vinsi anche un premio, ma, anche qui, non ricordo di che tipo e per quale motivazione.

Come è cambiato il modellismo negli anni e dove credi possa andare.

Penso che negli ultimi anni ci sia stato un livellamento verso l’alto della qualità dei modelli, nel senso che la comparsa di kit e accessori sempre più perfezionati e la diffusione di riviste, tutorial ecc. abbia favorito un innalzamento generale della qualità; questo è evidente nelle mostre, dove spesso diventa difficile capire quali siano i modelli più belli, poiché lo sono quasi tutti. Secondo me, il rischio è che tutto ciò a volte possa spingere il modellista a strafare, soprattutto in fase di invecchiamento, per soddisfare la pur comprensibile voglia di emergere sulla massa, portando alla realizzazione di modelli che attirano l’occhio ma sono poco o per nulla realistici...ma questo è un vecchio discorso, sentito più e più volte…

Come in Spagna o in Belgio ci sono scuole modellistiche, perché in Italia no?

Sinceramente non so dare una risposta precisa a questa domanda...forse è da mettere in conto anche una cultura anti-militarista e di ripudio della storia e di ciò che abbiamo fatto (nel bene e nel male) che nel nostro paese è molto diffusa ed il modellismo, essendo principalmente a soggetto storico-militare, ne ha risentito, con la conseguenza di uno scarso avvicinamento dei giovani a questo mondo…

Un collega/maestro in particolare a cui devi molto.

Non ce n’è uno in particolare; come detto in precedenza, devo molto a tutti i componenti del mio club che, quando notano un difetto, sanno anche consigliare una tecnica per evitarlo in futuro e penso che questa sia la chiave per migliorare costantemente.

La domanda che ti piacerebbe ti facessero.

Basta domande, me ne avete già fatte troppe...


 

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