GIROLAMO LORUSSO  

 

 

I tuoi dati, nome, cognome, etc etc.

Girolamo Lorusso, sono nato a Bari 50 anni fa e vivo da 25 anni a Trento

Formazione scolastica e professione.

Mi occupo di logistica presso una casa di edizioni librarie.

Quando e da dove nasce la tua passione modellistica.

La mia passione nasce a 10 anni circa, con le bustine Arfix regalatemi dai miei nonni. Ricordo chiaramente i primi modelli Corsair e F-86! Pochi gli strumenti di lavoro, difficile trovare colori ed accessori, soprattutto per pochi denari disponibili. Si ritagliavano le copertine delle box art per farne dei quadretti da appendere in camera o si tentava di disegnarli da solo. Mi piaceva tutto allora, ma l’interesse era sempre rivolto agli aerei e dopo il militare, con la scoperta della rivista Aerei Modellismo, le idee si sono fatte più chiare per capire meglio come affrontare più seriamente la costruzione dei modelli, per imparare a reincidere la superfice degli aerei, aprire i vari portelloni, le tecniche di colorazione

Da dove nasce la decisione di iniziare un lavoro modellistico nuovo.

Non ho una regola fissa, vado a braccio, ad istinto, se mi piace lo faccio, ma in particolare la scala 1/48 è quella che preferisco. Lavoro anche sui figurini.

L’eventuale esperienza del club.

L’IPMS di Bari è stata la mia prima esperienza di club per poi iscrivermi al GMT di Trento quando mi sono trasferito a Trento. In questo club nasce e si affina la mia ricerca storica che sfocia nella pubblicazione di edizioni storiche-modellistiche nella nostra casa di edizione.

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I tuoi primi concorsi, la tua prima medaglia.

Il mio primo concorso a Bolzano con l’A-4 Skyhawk della Monogram, dove vinsi l’oro e poi negli anni tanti e tanti concorsi anche se nel tempo la passione si è affievolita per i concorsi, ma di contro è cresciuta la voglia di tramettere quanto imparato, per scoprire che il vero segreto è dentro di noi e che la cosa più importante è la trasmissione, la condivisione del sapere.

Come è cambiato il modellismo negli anni e dove credi possa andare.

Il cambiamento è stato notevole, dai modelli iniziali di cui si doveva rifare tutto alla stampa 3D anche se per me così si rischia di perdere la manualità. Indubbiamente la colorazione oggi fa la differenza e qui mi piace molto sperimentare i nuovi prodotti.

Come in Spagna o in Belgio ci sono scuole modellistiche, perché in Italia no?

Perché siamo italiani….siamo un poco egoisti, fa parte della nostra indole.

Un collega/maestro in particolare a cui devi molto.

Ci sono due modellisti ai quali sono molto legato, Cesare Pigliapoco, tecnica pulita e perfetta e Renzo Bortolotto al quale mi sono ispirato tantissimo.

La domanda che ti piacerebbe ti facessero.

Mi piacerebbe che i modellisti “arrivati” sviluppino di più e meglio l’aspetto didattico e divulgativo.


 

Scopri alcuni dei miei modelli