MARCO CAMPANELLA  

 

 

I tuoi dati, nome, cognome, etc etc.

Genova 17/05/1959

Formazione scolastica e professione.

Diploma di elettricista conseguito all’istituto ENAIP di Trieste.Professione elettricista presso Fincantieri SpA stabilimento di Genova Sestri Ponente.

Quando e da dove nasce la tua passione modellistica.

La passione del modellismo nasce con le mitiche buste Airfix che assemblavo per giocarci.Dopo qualche anno iniziò a prendere campo l’idea di iniziare a produrre qualche cosa di veramente esistito durante il secondo conflitto mondiale. Principali interessi sono il teatro operativo nord africano, mezzi italiani del Regio Esercito e sovietici, in particolare il T-34

Da dove nasce la decisione di iniziare un lavoro modellistico nuovo.

I motivi sono principalmente due, l’attrazione per un mezzo particolare e lo spunto preso da una foto.

L’eventuale esperienza del club.

Negli anni ho fatto parte di alcuni clubs genovesi: Boomer club, Club modellistico “La Superba”, Circolo culturale G.Garibaldi e attualmente dopo uno stacco di 20 anni ( nei quali ho collaborato per le riviste Model Time e Steel art) faccio parte del Burned Black Model Zena.

I tuoi primi concorsi, la tua prima medaglia.

IPMS di Modena, La Spezia, Viareggio, Roma al primo mitico concorso dell’Alfa Model Club a Ciampino (di cui ho un bellissimo ricordo),CMT di Torino e a Novegro quando era organizzata dallo “Squadron” di Torino e Brescia AMB.La prima medaglia , un bronzo al concorso IPMS di Modena con una scenetta con un Sd.Kfz.222 e una Kubelwagen ambientata naturalmente in nord Africa.

Come è cambiato il modellismo negli anni e dove credi possa andare.

Al giorno d’oggi troviamo kit sempre più precisi e dettagliati, un ottimo assortimento di after-market che ci consentono di realizzare buoni lavori, mentre nel passato nella mia scala 1/35 esisteva solo Tamiya con tutti i suoi pregi e difetti. Dove può arrivare è un’incognita, purtroppo sempre meno giovani si avvicinano al nostro hobby e accade che spesso chi presenta un lavoro viene “segato” brutalmente se non addirittura deriso da chi invece dovrebbe dare consigli su come migliorarsi.

Come in Spagna o in Belgio ci sono scuole modellistiche, perché in Italia no?

Posso dire a tal proposito è che un modellista deve sentire una realizzazione come sua, esprimere il suo modo di vedere il modello e non copiare pari-pari le tecniche degli altri, insomma avere una sua personalità

Un collega/maestro in particolare a cui devi molto.

In primis, quando ero ragazzo, un eccelso modellista navale e conoscitore della storia navale di Genova, Cesare Valente, che mi ha sempre spronato a migliorare. Poi l’amico Luca Oldani che mi ha convinto ad entrare nel giro modellistico genovese. Simon Antelmi cn i suoi consigli ed insegnamenti, Stefano Ferrari, Francesco Carotenuto, Roberto Paganini e Gianni Sorrentino con cui collaboro per realizzare lavori di gruppo e con il quale ci scambiamo pareri e tecniche sui nostri lavori, perché, ricordiamoci, c’è sempre da imparare. Paolo Marcuzzi e Enrico Rossi per le consulenze storiche.

La domanda che ti piacerebbe ti facessero.

Infine concedetemi un buon modellismo a tutti e ricordate che fondamentalmente deve essere prima di tutto un divertimento.


 

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