Aspettando la novità Tamiya 35344 di questo carro, mi sono ”arrangiato” con il vecchio kit di casa Heller 81134 con le opportune modifiche. Le numerose fonti ritrovate nel web mi hanno permesso di confrontare minuziosamente il modello originale con il kit della casa francese e i difetti più evidente sono la scarsa qualità dei rivetti e la mancanza di numerosi particolari, ricreati questi con...

 
 

 

                                                                                                                                                         Somua S-35

 La Storia

Il SOMUA S-35 fu un carro armato di concezione moderna. Lo scafo e la torretta erano ricavati entrambi attraverso fusione; lo scafo era composto da tre sezioni saldate insieme. Una parte, a forma di "ciotola", formava la base del carro; le altre due parti creavano la sovrastruttura. Di queste due parti, una formava la parte anteriore del carro, ospitando la torretta e il compartimento per l'equipaggio; l'altra ospitava il compartimento destinato al motore e alla trasmissione. Questa soluzione, fortemente innovativa per l'epoca, garantiva un’elevata protezione. Il punto debole della corazzatura era costituito dalla saldatura che univa le sezioni superiori a quella inferiore; in quella zona un solo colpo di scarsa potenza poteva facilmente squarciare lo scafo. Tutte le aperture dello scafo e della torretta, compresi gli organi per la visione esterna e l'anello della torretta, erano dotati di materiali sigillanti; ciò permetteva l'isolamento completo dell'ambiente interno, proteggendo l'equipaggio dall'eventuale utilizzo di gas tossici.

Prodotto fra il 1936 e il 1940 per equipaggiare le divisioni corazzate della cavalleria, era un carro medio veloce, relativamente agile, affidabile, dotato di buon raggio d'azione, con armamento e corazzatura superiori rispetto ad altri equivalenti alleati o tedeschi, come il Panzer III. Per questi motivi è da molti considerato come il miglior carro armato dei suoi tempi.


   

 

 

Kit di costruzione

Modello: Somua S-35
Data modello: 1999
Azienda: Heller 81134
Versione: France 1941
Scala: 1:35
Accessori: Autocostruiti
Link a Scalemates

Somua S-35

 

 

 

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Descrizione delle fasi della costruzione

 

 Le numerose fonti ritrovate nel web mi hanno permesso di confrontare minuziosamente il modello originale con il kit della casa francese e i difetti più evidente sono la scarsa qualità dei rivetti e la mancanza di numerosi particolari, ricreati questi con l’aiuto delle fotoincisioni Eduard 35313.

 

      

 

 

Avendo il carro originale la torretta e lo scafo ottenuti per fusione, ho ricreato la caratteristica “texture” picchiettando la colla Tamiya tappo verde con un vecchio pennello.

 

 

 

 

Rifatto i cardini di tutti gli sportelli, alcune linee di saldatura e i cingoli Friulmodel , che sostituiscono gli orribili originali in gomma.Una tanica carburante dell’esercito americano e una grossa coperta modellata con stucco bi-componete Duro Green-Stuff completano il modello.

 COLORAZIONE

Della serie Armor At War della Concord (7051), ho il volume dedicato ai carri americani utilizzati in Africa e in Italia e qui un bel profilo a colori è dedicato ad un carro francese utilizzato in Tunisia nel 1943. Il carro arrivato dall’Europa nella mimetica verde con striature marrone-rossiccio, in terra d’Africa era stato poi completato con ampie strisce irregolari color sabbia...e così ho fatto…primer rosso-minio come base e una spruzzata di lacca , che una volta asciutta mi ha offerto la possibilità di creare scrostature e graffi   sul fondo verde ….

 

 

Verde più chiaro…

   

 

Mimetica brown-red…

 

Passo poi alla mimetica sabbia, sempre passando prima una mano di lacca per creare quelle micro scrostature e gradienti di colore che tanto somigliano al mezzo reale . Sigillo il lavoro sin qui svolto con una passata di aerografo con trasparente satinato AK Ammo e passo a questo punto a dipingere insegne e i vari particolare del carro come marmitte, coperta, cinghie e vari attrezzi.


 
   

 

Volendo ricreare l’ambientazione del deserto in Tunisia ed essendo questo di natura pietrosa e polverosa, decido di utilizzare i Life Color della serie “Diorama”, diluendoli con acqua distillata per poterli meglio controllare quando con il solito pennello e acqua tiepida , andrò a rimuoverli. Tutto questo per aver spruzzato preventivamente un paio di mani di lacca su tutto il carro.

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A questo punto rinforzo l’effetto di polvere sul carro con gli olii Abteilung Dust e German Ocra modulati sulle superfici con il white spirit, integrandoli con le polveri Mig , insistendo negli angoli delle superfici piane per creare un minimo di deposito delle sabbie del deserto tunisino. Da alcune foto a colori dei mezzi moderni in territorio sabbioso ho notato che quando le polveri incontrano superfici grasse e oleose, si raggrumano scurendosi di colore e così ho fatto intorno agli anelli di torretta ad esempio.

 

 

Come al solito, ad occhio nudo tutto questo lavoro non colpisce immediatamente l’osservatore, ma oggi il modellismo è anche “fotografie” e grazie alla raffinatezza raggiunta dalle macchine fotografiche, qualunque modellista oggi è in grado d offrire maggior visibilità ai propri lavori, valorizzandoli al meglio. Personalmente obbligandomi a fotografare i vari passaggi dei miei lavori e rivedendoli con calma, ho migliorato molto la mia tecnica, dedicando molto più tempo ai dettagli, confrontandomi con le foto dei mezzi reali, affinando l’osservazione dei particolari e scoprendo nel “micro” un mondo infinito di variazioni cromatiche, che viste poi dalla dovuta distanza creano all’osservatore una corretta e valida somiglianza al vero, fermo restando il gusto artistico di ogni singolo modellista.

P.S.  Del resto non mi considero “artista”, ma semplice modellista, un buon artigiano che tenta di ricreare la somiglianza del vero in una piccola scala, cercando di fare sue le varie tecniche e in tutto questo “perdendosi” come un bambino e “ritrovarsi” adulto più maturo, sereno e in pace con il mondo. Peace and Love!