Il 12,8 cm Selbstfahrlafette auf VK3001(H), indicato anche come Selbstfahrlafette L/61 o semplicemente con la designazione non ufficiale Sturer Emil, era un semovente cacciacarri sperimentale realizzato dall'azienda tedesca Henschel & Sohn ed utilizzato dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale....

 
 

 

                                                                                                                                                         Selbstfahrlafette auf VK3001(H)

 La Storia

Il 12,8 cm Selbstfahrlafette auf VK3001(H), indicato anche come Selbstfahrlafette L/61 o semplicemente con la designazione non ufficiale Sturer Emil, era un semovente cacciacarri sperimentale realizzato dall'azienda tedesca Henschel & Sohn ed utilizzato dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale.

Nel 1939 l'esigenza di soddisfare la richiesta di veicoli atti a contrastare i corazzati nemici esortò il governo tedesco a richiedere alla Henschel & Sohn lo sviluppo di un nuovo veicolo basato sul Panzer VI Tiger I equipaggiandolo con un cannone prodotto dalla Rheinmetall, il 12,8 cm K L/61 (basato a sua volta sul cannone contraerei 12,8 cm FlaK 40). Il telaio era basato su un precedente modello designato VK3001(H), un prototipo realizzato nell'ambito di un programma di sviluppo per un carro armato medio ma che venne scartato dalla commissione militare.

I due esemplari realizzati, battezzati Max und Moritz in omaggio agli omonimi personaggi di una filastrocca, vennero entrambi utilizzati sul fronte orientale. Uno dei due veicoli rimase distrutto in combattimento, mentre l'altro, operativo nella 2. Panzer-Division e che esibiva 22 simboli di unità distrutte dipinti sulla canna, venne catturato integro a Stalingrado nel gennaio 1943.


   

 

 

Kit di costruzione

Modello: Sturer Emil
Data modello: 2005
Azienda: Trumpeter 00350
Versione: Stalingrad
Scala: 1:35
Accessori: Autocostruiti
Link a Scalemates

Sturer Emil

 

 

 

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Descrizione delle fasi della costruzione

 

 Essendo a cielo aperto, procedo per sottoinsiemi.

La cabina di combattimento è impreziosita dall’ottimo set Aber che riguarda le rastrelliere porta proietti e i cassettoni laterali.

 


    
 

 

 

Il pavimento migliorato con sottili  listelli di legno.

 

 

 

Parafanghi sempre fotoincisi della cinese Part 35117 e cingoli in plastica maglia-maglia della Hobby-Boss 81001.Ho poi utilizzato quasi completamente le fotoincisioni della Aber 35180 e 35181 per sostituire le piccole parti in plastica , per dare al modello maggior definizione e senso delle proporzioni. Ho inoltre ricostruito il portello del driver e il vano porta-taniche. Granate e antenna radio dal set RB MODEL 35A05 e 35A02.

 

 COLORAZIONE

Ho pensato di colorare tutto il modello con la tecnica della lacca, seguendo i passaggi reali che il mezzo ha ricevuto, dalla fabbrica al campo di battaglia…primer color minio e panzergrau. Le foto mostrano tutti i passaggi per rendere la cabina interna vissuta e logora . Tra un colore a l’altro  ho interposto sempre uno o due spruzzate di lacca.

  • Red primer XF-79 Tamiya Linoleum Deck
 

 

  • Lacca
 

 

  • Panzergrau mix Tamiya XF-14 XF-18  XF-23  XF-63 , lacca e acqua tiepida e scrostature

 

  • Mix panzergrau leggermente più chiaro
  • Lacca
  • Acqua tiepida e scrostature
  • Velatura con panzergrau ancora più chiaro diluito al 90%

Ho posizionato le numerose decals relative ai porta-proiettili e ai cassettoni laterali . Alcuni filtri Sinn Industrie P418 Warm grey e P421Neutral Grey hanno contribuito a smorzare i contrasti. Ho poi colorato tutti gli accessori (armi, borracce , caricatori, proiettili, etc.etc) e ho incollato la cabina allo scafo per poi procedere alla parte esterna.


   
     

 

Anche la parte esterna segue la stessa procedura:primer bianco e pre-ombreggiatura


 primer minio e lacca, con la canna in grigio


  •  fondo panzer-grau con leggera modulazione
  • Acqua tiepida e scrostature
  • panzer-grau più chiaro sempre con modulazione e lacca

   acqua tiepida e scrostature, che creano così vari gradienti di sfumature grigio-azzurro, evidenziando la reale rugosità e irregolarità delle ampie superfici di metallo del poderoso mezzo tedesco.

 velatura leggera a bassa pressione e molto diluita di panzer-grau e passaggi con spugnetta con mix panzer- grau più scuro.

colorazione di tutti gli accessori con acrilici vallejio

 

sigillo il tutto con satinato AK47 , non prima di aver posizionato le decals, con gli appositi prodotti Micro-Sol.

Avevo deciso di colorare il mezzo tedesco con una mimetica invernale quasi completamente deteriorata dagli agenti atmosferici , per cui procedo con un paio di passate di lacca, per poi spruzzare ad aerografo il bianco Tamiya XF-2 con qualche goccia di Buff-XF-57, mix diluito in acqua per facilitare poi la rimozione più controllata  della mimetica bianca.

Acqua tiepida e pennelli di diversa durezza per creare più varietà possibile delle superfici.

Passo poi sulle superfici piane un paio di filtri leggeri con un mix di P419 e P406 sempre della Sinn-industrie.

Con smalto bianco Tamiya XF-2 e colore bianco ad olio Abteilung 501 procedo con il “fading”, che mi permette di variare con il massimo controllo il grado di bianco, creare velature e colature. Colature verticali con prodotti AK Streaking Grime Effects, polveri e terre Mig production e lavaggi mirati della Sinn  Industrie hanno contribuito nella giusta proporzione a creare il grado di usura del mezzo nel duro inverno russo.

Usando i colori ad olio si possono decidere i gradi di opacità o trasparenza desiderati semplicemente depositando con una certa proporzione e buon gusto una parte di colore per poi sfumarla o addensarla nelle zone desiderate con trementina o white spirit e il gioco è infinito. Ho dedicato delle ore intere a “giocare” su ogni singola ruota del treno di rotolamento e  , in generale, considerando  sempre ogni parte del modello come un soggetto a se, senza perdere di vista l’omogeneità del progetto iniziale e confrontandomi sempre con le numerose foto dei mezzi reali .

Di tutto questo, a occhio nudo si nota poco, ma non mi interessa perché il percorso è stato affascinante e credo che le numerose foto possano comunque dare testimonianza di tutto questo. Ho messo in campo tutto quello che conosco e tutti i prodotti possibili che ho ritenuto validi per ottenere quella sfumatura di bianco o quella colatura di carburante semilucida, schizzi di fango o zolle secche di terra, ruggine o metallo vivo, perché ogni parte del carro potesse raccontare una piccola storia.

PS

 Un grazie sincero a Riccardo Niccoli che con osservazione garbata mi ha corretto , dalle pagine fb di Zimmerit, l’errore marchiano dei cingoli di riserva anteriori montati al contrario…sic!