Mi hanno sempre affascinato i semoventi sovietici, per le linee essenziali e spigolose, e sotto questo aspetto l’ JSU 152 è forse quello più rappresentativo….un vero rullo compressore corazzato e molto ben armato!!!

 
 

 

 

Kit di costruzione

Modello:

JSU-152

Data modello:

1995

Azienda:

Dragon 6047

Versione: Berlin 1945
Scala: 1:35
   
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JSU-122/152

 

 

Galleria Immagini

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Breve descrizione del modello

Volevo rappresentare un semovente danneggiato e pesantemente usurato, reduce dall’inarrestabile avanzata delle truppe sovietiche sul fronte orientale, fino al cuore stesso della Germania nazista.

Avevo nella “riserva personale” il kit Dragon e quindi mi sono procurato il set di fotoincisioni Eduard e gli insostituibili cingoli Friulmodel. Questo set comprende anche le ruote motrici in metallo perché quelle del kit non si adattano bene ai nuovi cingoli. 

Il montaggio in sé non ha comportato particolari problemi, bisogna solo far attenzione alle diverse parti per i due calibri dell’arma che il carro montava, 122 o 152mm.                                                                                            

Ho dato un po’ di movimento al treno di rotolamento per poter rappresentare il mezzo su terreno sconnesso ed ho deformato ed eliminato alcuni parafanghi.  Sono passato quindi al dettaglio delle superfici e come prima cosa ho testurizzato le corazze passando un velo di colla liquida e picchiettando con un pennello a setole dure. Sul mantelletto del cannone, ottenuto per fusione e con una superficie molto più “grossolana”, ho utilizzato invece lo stucco diluito in acetone sempre picchiettato con un vecchio pennello. Inoltre nelle fotografie del mezzo reale si nota sulla piastra frontale un vistoso segno della fusione che ho riprodotto con la lama ben affilata del cutter.                                                                                                            

 Ho quindi rifatto col Milliput le grosse saldature di giunzione tra le piastre che formavano la casamatta e quelle attorno ai ganci di traino e sollevamento. Successivamente ho montato le fotoincisioni del set Eduard, che comprendono anche pezzi per dettagliare la mitragliatrice opzionale DShK da 12,7mm. Con sottili fili di acciaio e rame ho rifatto tutti i maniglioni, i fili elettrici ed alcuni anellini sui golfari dei vari portelli. Il fanale anteriore che avrei lasciato privo di vetro è stato dotato del supporto portalampada realizzato con uno spezzone di tondino Evergreen. Sempre con lo stesso materiale ho rifatto il manico del badile ed alcuni attrezzi, mentre con una striscia di plasticard ho creato la sottile lamierina che faceva da grondaia sulla piastra posteriore. Con una rete avanzatami da non so più quale modello della Tamiya ho coperto la grande griglia posteriore di aereazione per il motore e fatto in plasticard il relativo telaio di fissaggio. Questa era una modifica campale che ho notato su numerose fotografie, ma non presente su tutti gli esemplari. Il cavo di traino è stato realizzato unendo i ganci di plastica del kit con un cavetto intrecciato di acciaio.                                                                                                                                                                          

Per terminare ho posizionato i teli realizzati su misura col Milliput, cercando di ottenere forme e pieghe convincenti, appoggiandoci poi gli altri particolari come casse, maglie di cingolo, la mitragliatrice Maxim con le sue cassette di munizioni ecc…..                                                                                                                                  

 

 

Colorazione

Prima di iniziare la colorazione ho inserito i due figurini al loro posto per adattarne le pose, limando le braccia qua e là per farli appoggiare bene ai portelli e non lasciare spazi vuoti. Terminata questa operazione ho smontato cingoli e ruote, che preferisco sempre trattare a parte, ed una volta lavato il modello con acqua e due gocce di detersivo per piatti ho atteso la completa asciugatura prima di passare una leggera mano di primer grigio Vallejo in bomboletta.  

 Per la colorazione ho eseguito sulle superfici una prima modulazione, ma utilizzando esclusivamente il bianco e il nero, ottenendo così un modello con forti contrasti. Su questa base ho lavorato con i vari verdi del set “4Bo” Lifecolor sempre più schiariti e diluitissimi, con numerosi passaggi per coprire, ma non nascondere, tutto il lavoro fatto in precedenza. Alla fine i dettagli più piccoli sono stati ripresi singolarmente a pennello con il tono più chiaro per evidenziarli. Con l’aiuto di una complessa mascheratura ho dipinto le bande bianche di riconoscimento sulla casamatta, aerografando il colore bianco mischiato ad una goccia di verde per smorzarne il contrasto, facendo attenzione a lasciare gli spazi liberi dove poi avrei messo le decal con i numeri di identificazione. Su queste zone ho prima aerografato una mano di Future, seguita dalla posa della decal e da una successiva mano di Future che fa sparire completamente il “silvering” e pareggia il gradino delle decal. Di solito non ripasso col trasparente opaco perché il successivo invecchiamento con lavaggi e filtri svolge già questo compito di amalgamare tutto.                                            

Ho quindi eseguito  un primo lavaggio generale col prodotto  “dark wash” del range Mig e successivamente la puntinatura ad olio, o “fading”, puntinando  appunto la superficie con diversi colori (bianco,ocra,giallo, rosso e blu) e tirando i colori verso il basso o spargendoli con movimenti circolari a seconda che si trattasse di superfici verticali od orizzontali, utilizzando un pennello pulito frequentemente e appena intriso di white spirits.                                                                                                                                                                                    

A questo punto la cromia del carro è molto varia ed i precedenti contrasti dei toni verdi si sono ammorbiditi, pur rimanendo ancora molto evidenti. Sono quindi passato a realizzare le scrostature e l’effetto di usura della vernice, che ho realizzato pazientemente con spugnetta e pennello triplo zero. Ho realizzato prima le scrostature meno profonde utilizzando il verde Vallejo 827 e successivamente quelle più profonde usando il marrone 822 della stessa marca. Ci sono andato “pesante” con gli effetti perché come ho spiegato volevo rappresentare un carro veterano del fronte.                                                                            

Per far risaltare maggiormente le superfici ho fatto lavaggi selettivi sugli spigoli ed intorno a tutti i dettagli ed ho quindi realizzato le colature verticali di sporco sulla casamatta con i prodotti della AK “Streaking grime” e “Rust streaks”. Con una miscela di pigmenti sempre della AK ho realizzato gli accumuli di terra e polvere bagnando le superfici interessate con l’apposito liquido fissativo e depositando i pigmenti con un pennello. L’effetto è stato poi corretto “a secco” togliendo od aggiungendo altro pigmento con un pennello. Ho terminato il procedimento evidenziando qualche spigolo e la volata del cannone con un poco di prodotto AK “True Metal” e una mina in grafite. Questi piccoli ritocchi danno alle superfici un aspetto “metalllico” molto realistico e la bocca del cannone assume un giusto effetto “usurato” e non da “camino annerito”.                                                                                                                                                                               

I cingoli sono stati verniciati con un color grigio medio e successivamente “spugnati” con varie tonalità terrose. Dopo un lavaggio ad olio color terra di Kassel li ho cosparsi abbondantemente sulla parte esterna con gli stessi pigmenti usati sul carro, mentre all’interno ho “lucidato” leggermente i denti di guida e le piste di scorrimento delle ruote usando ancora il “True Metal” sfregato con un pennello in silicone. La stessa lucidatura è stata fatta sulla parte esterna delle ruote a contatto con i cingoli e sui denti delle ruote motrici.                                                                                                                                                                                   

 I vari carichi e le mitragliatrici sono stati colorati e rifiniti singolarmente prima di incollarli con molta attenzione sul carro, così come i due figurini che ho dipinto con tecnica mista acrilico/olio.                         

 Per esporre il mezzo ho realizzato una semplice basetta nera su cui spicca la bandiera sovietica che fa da targhetta. Su un leggero strato di gesso ho appoggiato il carro facendo in modo che il terreno seguisse l’andamento dei cingoli e mentre era ancora fresco ho cosparso con sassolini e sabbietta. Una volta asciutto ho aerografato il terreno con Earth e Buff della Tamiya, facendo seguire qualche lavaggio scuro e diversi dry brush sempre più chiari.                                                                                                                                                    



 


 

A questo punto il carro era pronto per essere inserito nel suo diorama. Restate sintonizzati…..seguirà a breve l’articolo completo sul diorama “Die Gotterdammerung”!!