La prima autoblindo della AEC (Associated Engineering Company Ltd) di Southall (Londra), società che costruiva normalmente i bus di Londra, fu frutto di una iniziativa privata presa sulla base di notizie filtrate dal teatro di operazioni nord-africane. L'AEC costruì praticamente un carro ruotato, in quanto il veicolo era discretamente ampio per il suo tempo ed aveva una corazza spessa quasi come quella dei carri "Crusader". L'autotelaio base fu derivato da quello del trattore di artiglieria Matador e al momento della revisione per adattarlo al ruolo di autoblindo furono apportate molte varianti, fra cui la collocazione leggermente angolata del motore dall'avanti all'indietro per consentire la diminuzione dell'altezza del veicolo.
Il primo esemplare fu presentato all'inizio del 1941 e nel mese di giugno dello stesso anno venne assegnata la prima commessa. L'Armored Car (autoblindo) AEC Mk I era armato di un cannone da 40 mm e di una mitragliatrice coassiale Besa da 7,92 mm, installati in una torretta identica a quella del carro per fanteria Valentine.

 
 

 

A.E.C. Mk I

 

 

 

 

Kit di costruzione

Modello: AEC Mk.I Armoured CarII
Data modello: 2013
Azienda: MiniArt 35152
Versione: Lybia 1942
Scala: 1:35
Accessori: Autocostruiti
Link a Scalemates

AEC Mk.I Armoured Car I

 

 

 

Breve descrizione del modello

Il modello è veramente molto ben dettagliato, con motore e interni allo stato dell’arte.

 

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Descrizione delle fasi della costruzione

 

…Ho optato quindi per  tenere aperto sia il vano motore , il portello del pilota e del capocarro. Il motore ha ricevuto un primer color ferro, una passata di lacca e una base grigio-azzurra con acrilici Tamiya . Pennellini a pelo corto e acqua tiepida per scrostature, lavaggi ruggine e polveri Mig.

 

 

 

 

 

  Gli interni dei mezzi inglesi erano in bianco-alluminio che riproduco con una miscela Tamiya X-2 e XF-16,  non prima di aver colorato gli interni con una base di verde  XF-67 e X-2 e una passata di lacca.,che mi permette di creare graffi e abrasioni  utilizzando vari pennelli e acqua tiepida.

 

 

Completata la costruzione e la colorazione degli interni, proseguo con il montaggio del modello, senza intoppi.

 

 

 

 

 

 

Decido per una livrea mono-colore giallo-sabbia, relativa ad un mezzo ambientato in Africa nel 1942. Primer  grigio Vallejo

 

 
 

 

e una base XF-84+XF-79

 

 

a cui segue una mano di lacca e una volta asciutta, una passata di una miscela di grigio XF-55 e X-2. Acqua tiepida e pennelli di varia durezza per evidenziare scrostature, graffi  etc  etc  e far rinvenire la base ferro.

 

 

 

Un paio di giorni di riposo e poi un’altra mano di lacca a cui segue un grigio più chiaro. Sempre con acqua tiepida , vado a creare quelle variazioni cromatiche delle superfici del modello e proprio in ragione dell’uso della lacca , si possono evidenziare anche la tridimensionalità delle stesse.

 

 

 

A questo punto, una protezione di trasparente satinato-lucido, per arrivare al giallo-sabbia desiderato con l’uso dei colori ad olio, utilizzando la tecnica del cosiddetto “fading”, cioè del depositare dei puntini di colore ad olio , per poi modularli con trementina. I colori passano dai marroni ,ocra ,giallo luftwaffe , per arrivare al bianco. Ulteriore variazione cromatica  seguendo la procedura del “mapping”, con gli smalti Tamiya  modulati con white spirit .

 

 

 

 

Segue poi la colorazione degli pneumatici e di tutti gli accessori con colori Vallejo dedicati.


 

 

Per contestualizzare il modello, in questo caso nel deserto dell’Arfica orientale, filtri Ammo e polveri Mig.