Il Kit Eduard è sicuramente un riferimento per quanti vogliano riprodurre questo glorioso caccia in scala 1/72. Le forme sono fedeli e accurate. Eduard ha avuto anche il merito di aver studiato una scomposizione delle parti che facilita un facile assemblaggio e limita la presenza di passaggi “delicati”.

 
 

 

MIG-15Bis

 

 

 

Kit di costruzione

Modello: MIG-15Bis
Data modello: 2014
Azienda: Eduard 7056
Scala: 1:72
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MIG-15Bis

Immagine:

 

 

 

 

Storia

L’esemplare riprodotto è il 9 rosso, con coccarde della Germania dell’est, in servizio nella base di Trollenhagen alla fine degli anni 50 e visibile, almeno per un certo periodo, semiabbandonato in un campo nei dintorni della cittadina di Greiz.

 

Galleria immagini

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Descrizione delle fasi della costruzione

 Il Kit Eduard è sicuramente un riferimento per quanti vogliano riprodurre questo glorioso caccia in scala 1/72. Le forme sono fedeli e accurate. Eduard ha avuto anche il merito di aver studiato una scomposizione delle parti che facilita un facile assemblaggio e limita la presenza di passaggi “delicati”.

La qualità delle stampate è tale che anche un montaggio da scatola ha come risultato un’eccellente riproduzione del Mig, ma -inevitabilmente- sia Eduard che altri ben noti produttori di aftermarket hanno a catalogo una serie di kit di integrazione e dettaglio.

Può risultarne quindi un modello estremamente dettagliato, dipendentemente dalla pazienza e dall’abilità del modellista.

 

Il kit descritto proviene da una scatola “Royal class” del soggetto, regalatomi dall’amico Dario per permettermi un certo ‘defaticamento’ tra due progetti piuttosto impegnativi e devo dire che l’intento è riuscito alla perfezione: il montaggio è filato via liscio e nella colorazione ho cercato di impratichirmi un po’ con i colori Alclad essendo il mio primo modello completamente metallico.

L’aftermarket utilizzato si limita alle fotoincisioni, il seggiolino e i serbatoi ‘conformal’ in resina dell’Eduard. Il set Master inoltre dona al comparto cannoni un realismo irrealizzabile con parti in plastica.

Il montaggio comincia come da tradizione dall’abitacolo. La vasca, ben dettagliata di suo è stata completata con le fotoincisioni pre-colorate e con l’aggiunta di tubazioni elettriche e idrauliche


 Dato che il seggiolino Brassin è veramente ben fatto e l’abitacolo molto ‘claustofobico’, ho deciso di lasciare a terra il sedile, ricostruendo con rods e plasticard il supporto mobile dello stesso 

L’assenza del sedile ha permesso anche un po’ di dettaglio del pavimento e della paratia posteriore dell’abitacolo, incoraggiati dal fatto che a modello finito, qualcosa si noterà.

Il seggiolino, come detto è già accurato, ma forare le due guide di scorrimento posteriori e dettagliare i predellini (riprodotti pieni) affina ulteriormente la bella riproduzione.

La vasca dell’abitacolo è stata dipinta con un grigio chiaro, usando il FS36375. Dato che le fotoincisioni presentavano una texture accentuata e non erano di un colore convincente, le ho sovra dipinte, avendo l’accortezza di coprire le veglie con cerchietti di nastro ritagliato con punch & die.

Colori Vallejo per evidenziare le connessioni e lavaggi ad olio hanno completato l’angusto posto di pilotaggio

 

Prima di chiudere le due semifusoliere, è carino dettagliare l’interno delle finestrelle del ricevutore MRP-48P e dell’antenna circolare ARK-5. Per questo, un metodo può essere quello di creare un fondo scuro sulla parete del condotto di scarico, simulando con plasticard l’antenna e il ricevitore all’interno delle finestrelle

 

 

Il condotto di scarico è stato stuccato all’interno e dipinto in burnt iron, mentre lo stadio finale della turbina è stato colorato in acciaio, schiarendone i bordi per facilitarne la visibilità in fondo al condotto.

 La chiusura della fusoliera non presenta particolari problemi. Per evitare che il modello si “sieda” una volta sui carrelli meglio aggiungere peso e lo spazio sotto il pannello in corrispondenza del comparto cannoni sembra fatto apposta per infilarci della zavorra.

Proprio l’integrazione di questo pezzo è uno dei passaggi che ho trovato più ‘delicati’. Una volta incollato, l’abilità è mantenere la giusta curvatura, ripristinando eventualmente la pannellatura e la fine rivettatura se, come è successo a me, l’incollaggio e la stuccatura le avessero danneggiate.

 La Naca ha un buon accoppiamento con il resto della fusoliera, è solo necessario uniformare il tutto e ripristinare la pannellatura circolare. Il setto che divide il condotto di aspirazione va stuccato per eliminare le fessure, poco realistiche.

 Anche nella zona sotto la deriva, in corrispondenza del condotto di scarico, bisogna lavorare di fino: eliminare la fessura tra le fusoliere in quel punto è abbastanza difficoltoso. Trovare un modo per inserire il condotto a posteriori potrebbe essere un’idea, ma anche proteggere il bordo dell’ugello con nastro e carteggiare con pazienza è una buona strategia.

 Le ali si fissano senza problemi: fissandole facendo in modo che sulla parte superiore non risultino fessure ha però presentato (almeno a me) l’inconveniente di vedersele apparire sotto. Ho rimediato con sottile plasticard e la solita carteggiatina


Le quattro paretine di scorrimento sul dorso delle ali sono un po’ spesse e per questo le ho assottigliate con una limetta e carta abrasiva fine.

I serbatoi alari in resina, anche se dalle foto documentali presentano una fessura nel contatto con le ali, vanno comunque rifilati, dato che nel kit è troppo pronunciata: ho trovato comodo appoggiare la carta abrasiva sulla superficie dell’ala, sfregandoci il serbatoio liberato dai pin di riscontro. Con questo sistema, lentamente, i serbatoi si adattano al meglio alle ali. Una controllatina alle foto di esemplari reali è utile anche per stabilire l’esatta posizione sull’ala dei serbatoi

 Al solito, preferisco incollare il parabrezza per poi stuccarlo facendolo sembrare tutt’uno con la fusoliera

 

L’incollaggio di questo delicato pezzo, di fatto termina il processo di costruzione e si può passare alla fase di verniciatura. Per fare in modo che il modello si potesse maneggiare agevolmente, ho utilizzato il manico di un pennello, rivestito con panno in microfibra per evitare danni alla vernice. Il manico, infilato nello scarico, ha permesso di creare un perfetto supporto che ha facilitato notevolmente la verniciatura.

 

Le due tonalità base per la colorazione sono state il white Aluminium e il polished Aluminium, il primo scelto come tonalità principale, il secondo per differenziare pannelli su ali e fusoliera

 

 

L’intento è stato quello di produrre lievi differenze nella finitura metallica, preservando allo stesso tempo l’apparente uniformità nell’aspetto generale, come si può osservare nelle foto d’epoca di questi esemplari.

La colorazione del modello è stata completata dipingendo in Alclad Steel sia gli aerofreni che le piastre dei cannoni.

Per le strisce nere di camminamento, sul dorso delle ali, ho preferito dipingerle piuttosto che utilizzare le decals a corredo, servite in ogni caso come riferimento per le misure

 

 

Una serie di piccoli pannelli sulla fusoliera e sulle ali sono stati ulteriormente differenziati utilizzando le polveri Tamiya, dopo aver provveduto a mascherarli con nastro. Le cerniere del vano radio davanti al parabrezza, dipinte in rosso, hanno terminato la colorazione. Uno strato di trasparente lucido Gunze H30 ha sigillato tutto e preparato il modello per le decals.

 

Le decals fornite con il kit sono eccellenti, un po’ spesse, se volessimo trovargli un difetto. Per evitare che lo spessore si notasse troppo, ho cercato di scontornare i simboli e i numeri più possibile: facile per le coccarde della Germania dell’est (quadrate), più complicato per i numeri di identificazione e l’emblema posto sul muso, caratteristico di questo esemplare

 

 

 


 

 

 Per facilitare l’adesione, sempre utili gli ammorbidenti per decals come il Mr. Mark Softer, utilizzato in questo caso.

Un nuovo strato di trasparente lucido ha quindi preceduto l’invecchiamento del modello.

 Il processo di invecchiamento del piccolo Mig ha comportato l’evidenziazione dei pannelli, realizzata con il colore ad olio Abteilung “dark mug”, lo sporcamento del grosso pannello ventrale (situato nella parte posteriore della fusoliera) che nelle foto documentali appariva piuttosto annerito e un lieve effetto di ombreggiatura, realizzato su alcuni pannelli con polvere di grafite. Questo effetto è stato dato in particolare in corrispondenza all’ordinata di fusoliera dove il velivolo veniva smontato per permettere l’accesso al motore.

 Alla fine di questa fase ho cercato di differenziare ulteriormente la finitura agendo sulla luminosità dei pannelli: per questo, alcuni di essi sono stati lasciati con finitura semi lucida, mentre il resto del modello ha ricevuto uno strato finale di opaco (Gunze H20). Tutto ciò potrebbe considerarsi una “licenza modellistica”, dato che, sempre dalle foto di cui disponevo, questi velivoli apparivano totalmente (e abbastanza noiosamente) opachi 

 

L’integrazione dei dettagli finali è partita dagli eccellenti carrelli offerti dal kit, dettagliati solo con tubicini e con gli attuatori dei carrelli principali rimpiazzati da aghi da siringa. I portelli dei carrelli (soprattutto quelli del carrello principale) sono decisamente spessi. La sostituzione con le parti in fotoincisione (sempre Eduard) sicuramente avrebbe dato un maggior realismo al complesso.

Le bocche dei cannoni, in metallo tornito, dipinte in grigio panzer e strofinate con grafite hanno aumentato, come previsto, il realismo generale del modello.

Le antenne a lama sono state migliorate o rimpiazzando quelle del kit con parti in plasticard sottile, o assottigliando quelle originali, mentre l’antenna a filo, tipica di questi aerei, è stata riprodotta con filo da pesca dipinto in Alclad Steel.

Il modello finito è stato piazzato su una semplice basetta in eulite riproducente la superficie aeroportuale. Per simulare l’asfalto ho utilizzato un prodotto specifico Tamiya. Il figurino proviene da un set Eduard dedicato a meccanici e piloti Cechi.

 

Nel complesso, un modello rilassante, poco impegnativo e che rende in maniera eccellente questo piccolo caccia che ormai fa parte di diritto della storia dell’aviazione militare.